Black chiffon cake

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Eccomi qui, son passati più di due mesi da quando è iniziata questa brutta avventura. Alla fine ho saputo che  un’ernia foraminale  mi sta  schiacciando il nervo femorale e quindi se non mi faccio operare,  il muscolo della gamba si atrofizza e piano piano mi ritroverei con una gamba secca secca ( parole del neurochirurgo). Sto aspettando la chiamata e poi vedremo come andrà a finire. FIFA!!
Fortunatamente i dolori sono passati, quelli atroci che non auguro neanche al mio peggior nemico sono finiti e a dirla tutta, c’è stato un momento in cui ho pensato che forse potevo risparmiarmi l’operazione. Ma appena mi stanco o faccio le scale, mi accorgo che la gamba non risponde ai comandi del mio cervello. Rassegnati Doretta… sotto i ferri, ci devi andare!
Mi è stato ordinato di non fare nulla, non devo stancarmi o fare movimenti bruschi. Una noia mortale all’inizio. Ma ora mi sto abituando, troppo bello stare sdraiati sul divanetto fuori, mentre c’è chi mi pulisce la casa o fa altro per me.Tanto tempo a disposizione eppure è strano,  il tempo passa e io non faccio nemmeno le cose che potrei fare seduta.
Un giorno, però, è venuta la mia amica Serafina a trovarmi e mi ha portato un dolce, lo chiffon cake. Son anni che lo vedo in rete e che penso sia un mattone di quelli che se non bevi ad ogni boccone, puoi soffocare. Il suo era classico, bianco, l’ho guardato malfidente ma quando l’ho messo in bocca, sono rimasta stupita, era MORBIDISSIMO, SOFFICE come una nuvola!!! Da quel momento in poi ho fatto almeno uno o due chiffon alla settimana. Paolo però se non vede cioccolato, per lui non è un dolce, così ho cercato in rete uno chiffon al cioccolato e poi l’ho leggermente modificato, come piace a noi.
Visto che  sono a riposo, questo è un dolce facilissimo e molto veloce che da molte soddisfazioni, l’ho fatto bianco con uvetta, al cocco, ripieno di ganache o di panna e crema nocciola ma il preferito rimane questo. Ho fatto ingrassare parenti ed amici, per poterne fare di più.

Ed è per questo che lo pubblico tra le mie ricette preferite.

Ingredienti:

  • 350 g di zucchero zefiro o macinato un pochino
  • 250 g di farina per dolci oppure 200g di farina 00 e 50 g di maizena
  • 7 uova grandi
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 1 cucchiaio di cacao amaro
  • 1 cucchiaino di cremor tartaro
  • 1 cucchiaino di lievito vanigliato
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 cucchiaio di rum
  • 125 g di acqua
  • 115 g di olio di semi
  • 2 pizzichi di sale

Accendere il forno a 180°

Sciogliere il cioccolato a bagno maria e poi aggiungere l’acqua e l’olio
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Setacciare la farina con il lievito, lo zucchero, il bicarbonato, il cacao e il sale
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Montare a neve gli albumi con il cremor tartaro
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Aggiungere i tuorli alle farine, mischiare e poi aggiungere il cioccolato con i liquidi più il rum. Mischiare bene con le fruste.
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Aggiungere gli albumi al composto di tuorli e farina, mischiando dall’alto verso il basso con un mestolo, cercando di non smontarli.
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Per questo dolce è necessario uno stampo fatto apposta per lo chiffon, perché è alto e non serve imburrarlo. Lo chiffon va girato a testa in giù, come i panettoni, fino a raffreddamento, serve a farlo rimanere soffice soffice.  Lo stampo ha dei piedini ma ho notato che è meglio metterlo sopra una bottiglia o qualcosa che lo tenga alto, altrimenti la condensa che si forma sotto i bassi piedini lo fa rimanere troppo umido. Ha il fondo staccabile, per cui molto pratico.

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NON imburrare lo stampo, riempirlo con il composto e infornare a 180° nel ripiano basso del forno, per circa 10 minuti, poi abbassare la temperatura a 160° e continuare la cottura per altri 60 minuti. Non aprire mai il forno. In tutto cuocere per circa 70 minuti. A questo punto si può fare la prova stecchino. Sicuramente rimarrà asciutto.
Capovolgere lo chiffon sopra una bottiglia e lasciarlo raffreddare. Quando è freddo capovolgerlo e passare un coltello intorno ai bordi e poi sul fondo dello stampo. Il dolce va messo a testa in giù nel piatto, così sarà perfettamente dritto.
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A questo punto il dolce è pronto per essere mangiato, io lo copro con la glassa al cioccolato, per non farci mancare nulla!
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Per farvi vedere quanto è alta la fetta, l’ho fotografata vicino al vasetto di crema nocciola
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Alla prossima

 

 

 

Ci vuole pazienza….

Ho abbandonato il mio caro blog, per malattia.  Pensavo di poter tornare presto, invece la faccenda sarà lunga e probabilmente cucinare sarà l’ultimo dei miei pensieri. da ormai tre settimane ho una infiammazione del nervo femorale, i dolori sono stati fortissimi, sopratutto di notte, mi hanno accompagnato 24 ore su 24, più o meno intensi.  Ora da qualche giorno sto “meglio”… riesco a “dormire” abbastanza. Sto facendo accertamenti vari e delle cure. Intanto riposo e cammino lentamente, intorno a casa, perché il riposo assoluto è una cura sorpassata, bisogna muoversi con moderazione, ma farlo sempre.

La cosa che più mi da fastidio e non poter fare i movimenti di tutti i giorni, fare un letto… abbassarmi… prendere la bacinella della biancheria lavata… vabbè, ci vuole pazienza…

Paolo la mattina mi prepara un “letto” esterno perché la casa è smantellata per lavori in cucina, se sapevo che sarei stata cosi male, non li avrei fatti iniziare questi lavori.
Ma bando alla tristezza e ai problemi!! Due dita all’insù a chi se la gode che sto cosi.. ( Cri, colpa tua se penso che qualcuno mi possa trasmettere pensieri negativi! prrrrrrrr) :lol: e mille baci a tutti!!

Ecco io ora sono qui, bel letto vero? Anche se una mia amica giustamente mi ha fatto notare che il mio infermiere personale, non mi ha messo un mazzo di fiori!!! Ora lo bacchetto per bene!!!

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La mia cucina è peggio di me…

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Brandacujun

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Confesso che non conoscevo questa ricetta Ligure quando l’ho vista fare a Persegani. Dato che amo il baccalà, quattro giorni dopo era già sulla mia tavola. Il tempo di far rinvenire lo stoccafisso. A noi è piaciuto moltissimo, sicuramente una ricetta da conservare nel mio blog, come tutte le ricette che secondo me sono valide. Ho diminuito la dose di aglio che a detta di Persegani deve essere molto abbondante, io ne ho messo solo uno spicchio e non ho messo il limone. La prossima volta però, penso che proverò ad usare il robot, perché ” brandare” è faticoso per le mie braccia.

Preso da internet:

Il brandacujùn è una pietanza tipica della cucina ligure a base di patate e stoccafisso (oppure baccalà). È diffuso in particolare nel ponente ligure. La ricetta prevede il merluzzo conservato (in genere è preferito lo stoccafisso al baccalà), lessato con patate in acqua salata; una volta scolata l’acqua, si aggiungono aglio, prezzemolo, olio e.v.o. di oliva taggiasca, succo di limone e/o zeste di limone, sale, eventuale pepe; poi, una volta posto il coperchio sulla pentola, questa viene “brandata” ovvero scossa con energia fino al disfacimento e all’amalgamazione degli ingredienti (che non devono, comunque, essere completamente spappolati). 
Riguardo al nome circolano due versioni sulle altre, entrambe hanno alla base l’atto del ” brandare ” , ora c’è chi vuole che questo lungo lavoro di amalgama venisse fatto fare al “cujun” del gruppo o della famiglia poichè non aveva altre occupazioni alle quali dedicarsi e chi invece ritiene che brandando da seduti la pentola dovesse per forza scontrarsi con una parte bassa del corpo maschile, suggestive entrambe lasciamola alla bella storia mai scritta della gastronomia popolare.

Ingredienti:

  • 800 g di stoccafisso ammollato
  • 700 g di patate
  • prezzemolo
  • olive taggiasche
  • aglio
  • olio extra vergine
  • sale e pepe

Ho messo lo stoccafisso a bagno per 4 giorni, di solito faccio tre, ma avevo altri alimenti da consumare prima di questo. L’ho tagliato a pezzi cercando di togliere quasi tutte le spine.
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L’ho messo in una pentola piena d’acqua a bollire sul fuoco, appena raggiunta l’ebollizione ho aggiunto le patate tagliate a metà e ho lasciato cuocere per 30 minuti.
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Nel frattempo ho macinato prezzemolo e aglio.
Passato il tempo, ho scolato tutto, ho separato le patate e le ho schiacciate parzialmente. Ho pulito lo stoccafisso dalle spine che non sono riuscita a togliere in precedenza e l’ho aggiunto nella pentola, insieme alle patate e al trito di prezzemolo e aglio, con abbondante olio, pepe e sale.
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La parte più faticosa è questa, con energia bisogna scuotere la pentola chiusa con coperchio e canovaccio, finché vi sembrerà abbastanza amalgamato senza essere spapolato del tutto.
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Plum-cake con il mascarpone

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Montersino li chiama tiramisù da viaggio, perché li ha farciti con una crema tiramisù.
Sono dei plum-cake a cui è stato sostituito il burro con il mascarpone. A noi son piaciuti molto, sono soffici e la glassa di cioccolato fondente croccante ci sta proprio bene, invece non mi piace il cacao, la prossima volta, non lo metterò.
Da provare con ripieni diversi, crema pasticcera, zabaione, crema pistacchio, marmellata, con gocce di cioccolato.
La ricetta è velocissima, pochi minuti di frusta elettrica ed è pronto da infornare.

Ingredienti:

  • 460 g di mascarpone
  • 280 g di zucchero a velo o zefiro
  • 180 g di uova intere
  • 150 g di latte intero fresco
  • 375 g di farina debole 00
  • 85 g  di fecola di patate
  • 15 g di lievito per dolci
  • 1 g di sale
  • 1 baccello di vaniglia

Ho usato la maizena al posto della fecola, perché mi piace di più e il latte parzialmente scremato, perché avevo quello in casa.
Ho fatto metà dose di quella scritta sopra.

Ho montato il mascarpone con lo zucchero, ho poi aggiunto a filo le uova con il latte. Successivamente ho aggiunto la farina setacciata con la maizena e il lievito. Ho unito il sale e la vaniglia.
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Ho messo l’impasto in una tasca per pasticceria per nn sporcare gli splendidi stampini che avevo. Li ho riempiti fino a poco più della metà.
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Li ho infornati a 180° per circa 30 minuti… ma si sa che i forni non sono tutti uguali, perciò quando son gonfi e dorati, toglierli. Montersino dice addirittura 15 minuti, ma i miei erano ancora crudi.

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Una volta freddi, li ho riempiti con una siringa e li ho glassati con il cioccolato fondente.
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Biscottini al cocco

 

 

 

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Niente di nuovo, li conoscete sicuramente, ma se non li pubblico me li dimentico come il solito. Io li adoro… me li devono portare via, altrimenti li mangio tutti! Cocco e cioccolato, la morte sua…
Questi li ho fatti per Paolo che li mangerà con i suoi compagni di corso insieme a dei pasticcini ricotta e amaretti. Spero siano piaciuti.

Per circa 30 pasticcini da 30 g cad.

Ingredienti:

  • 340g di cocco rapè
  • 300g di zucchero
  • 4 uova
  • 40 g di farina
  • un cucchiaio di rum
  • un pizzico di sale

Ho sbattuto lo zucchero con le uova e poi ho aggiunto gli altri ingredienti, se l’impasto è troppo molle, aggiungere cocco, se è troppo duro, aggiungere un po’ di uovo. Dovete riuscire a formare delle palline con le mani, se le bagnate andrete benissimo, volendo si possono fare con la sacca da pasticcere e una bocchetta grande, formando delle fiamme.
Semplicissime, una volta pronte tutte, si infornano a 180° per circa 15 minuti, non perdetele mai di vista… appena colorano, toglietele subito. Una volta fredde, si immergono parzialmente nel cioccolato fondente, oppure immergere mezzo pasticcino.
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Dentro sono morbidi, se vi piacciono più cioccolatosi, fate due bagni di ciocco fuso.

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Li ho fatti anche ripieni di cioccolato fondente, ma si possono riempire anche con crema nocciola.
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Capesante marinate

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Una ricetta della mia parrucchiera, devo dire che mettere a marinare le capesante tutta la notte, diventano veramente più buone. Ho voluto provarle esattamente come mi ha detto lei, ma la prossima volta il brandy non lo metto perché lo sento anche dopo la cottura e a me non piace. Paolo invece ha detto che erano buonissime cosi. Vedete voi se metterlo o no.

Ingredienti:

  • 12 capesante
  • 2 dita di brandy ( facoltativo)
  • 2 dita di vino bianco ( il doppio, se non usate il brandy)
  • abbondante olio extra vergine
  • pepe e sale
  • prezzemolo
  • 2/3 cucchiai di pane grattato
  • aglio

Las era prima, in una terrina di vetro metto le cape, il prezzemolo e l’aglio tritati, il sale e il pepe, il vino, l’olio e il pane grattato. Mischio bene e poi chiudo con pellicola.
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Il giorno dopo il pane avrà assorbito parte dei liquidi e le capesante saranno pronte per essere cotte. Ho messo due cape su ogni guscio con un cucchiaio della marinatura.
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Dopo circa 20 minuti a 180° saranno pronte.
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