I miei succhi di frutta

L’estate scorsa ne ho fatto tantissimi e sono spariti sempre tutti, ma se mi chiedete una ricetta per tutti i succhi, non ve la posso dare, poiché ogni frutto è diverso dall’altro, chi più dolce, chi meno dolce.
Ho iniziato con 100 g di zucchero ( pubblicato sulla mia pagina fb) per finire con 20/30 g. Se la frutta è di stagione, dolce e buona, 100 grammi sono davvero tanti. Appena ho iniziato a diminuire lo zucchero, sono piaciuti di più e poi diciamola tutta, la frutta è già dolce, non serve zuccherarla tanto. Ho iniziato proprio per non bere più quelli industriali, troppo dolci.
La cosa importante è sterilizzarli, se non li bevete subito. I vasetti e i tappi, si devono far bollire vuoti, poi una volta pieni di succo, li faccio bollire per 30 minuti e li lascio freddare dentro l’acqua.
Potrebbe essere sufficiente lavarli bene, dato che poi si sterilizzano con il succo, ma un passaggio in più non fa certo male.
Il succo ottenuto dalla frutta fatta bollire con acqua e zucchero, va passata per togliere residui che possono dar fastidio. Passandola diventa più vellutata e se non volete buttare quel che resta nel passino ( direi poco) , si può essiccare per usarlo nei dolci o mangiarlo tipo caramella. La mia cucciola ne è ghiotta. Oppure togliendo bene l’acqua, può diventare la frutta in vasetto, come quella che troviamo al supermercato.

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Succo di ananas
Ingredienti:

600 g di ananas pulito a pezzetti
600g di acqua
20 g di zucchero
il succo di mezzo limone grande

Ho fatto bollire l’acqua con lo zucchero, ho aggiunto il succo di limone, la frutta e continuato la cottura per 5 minuti circa.
Ho filtrato, messo nelle bottiglie e sterilizzato in acqua per 30 minuti dall’ebollizione.

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Savoiardi

Di Felder

Li ho sempre odiati quelli industriali, li usavo nel tiramisù ma non ne mangiavo mezzo.
Poi ho comprato uno stampo da 6 e ho provato, ma ho lasciato perdere subito.
Dopo anni riprendo lo stampo e decido che 6 sono pochi, li faccio sulla carta forno.
Non mi entusiasmano molto, rimangono un po piatti, decido di provare con il vecchio stampo, ma 6 è un po pochino e poi monta i tuorli, lava la ciotola del Kcc, monta gli albumi per pochi savoiardi… rinuncio. Decido di comprare altri stampi, nel frattempo trovo la ricetta di Felder, velocissima, si montano le uova intere, li faccio ed è amore, con lo stampo vengono perfetti.
Da quel momento ne ho fatto tantissimi, la mia colazione è un savoiardo con crema nocciola, o con la confettura.
La particolarità di questa ricetta è che i pesi di zucchero e farina sono uguali al peso delle uova con guscio, più limone grattato a piacere.

Montare le uova intere con lo zucchero alla massima velocità, per 15 minuti, poi ancora cinque minuti  a velocità media. Se alzando le fruste l’impasto che cade rimane in superficie è pronto, altrimenti continuare a montare. Aggiungere la farina ( io uso quella per dolci) setacciata, con il leccapentole, dal basso verso l’alto. Aggiungere anche la scorza di limone grattata.
Formare i savoiardi nello stampo o su carta forno.
Cospargere di zucchero semolato.
Lasciare riposare un’ora, finché si sarà formata una pellicola dura in superficie.
Infornare a 180° per 12 minuti forno statico

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Una cassetta di frutta

Il termentone di questa stagione, la torta cassetta. Tutte quelle che ho visto in rete, sono  costruite sulla torta già pronta, preparano i lati di frolla e poi li appoggiano alla torta ricoperta di crema o panna. Non sempre i lati di frolla rimangono bene attaccati, infatti si vedono cassette con il nastro intorno a tenere saldo tutto.
Io volevo una cassetta che stesse in piedi da sola.
Volevo anche il fondo!
Ho provato e ce l’ho fatta!!
Ho costruito ben due cassette, di dimensione reale 30×22 come quelle piene di fragole che si trovano al super.
Poi successivamente ho deciso cosa mettere all’interno.
Tutti i pezzi sono stati attaccati con la cioccolata fondente o con glassa all’acqua.

La prima è una crema al mascarpone, savoiardi fatti in casa, bagna alla fragola e porto.

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Ho fatto una frolla, la mia
500 g di farina 00
150 g di zucchero
250 g di burro
5 tuorli
Ho aggiunto cacao per farla diventare del colore del legno usato
Metto le foto del procedimento, non serve aggiungere nulla, si capisce solo guardando.

Misura:  30×22
Cottura:  180°
Difficoltà: medio alta

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La seconda
Semplice, con una sola stecca di legno ai lati.
Ripieno: crema pasticcera, pan di spagna, bagna alla fragola
Difficoltà: medio alta

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P.S.
Non mi piacciono le foto con la firma enorme ma sono troppo orgogliosa del mio lavoro, la prima cassetta di frolla senza la torta dentro, l’ho fatta io, mi dispiacerebbe vedere le mie foto in altri posti senza il mio permesso. Purtroppo come sapete, succede spesso.

 

Frittelle con la crema

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Una ricetta di Nonnarica a cui ho aggiunto pinoli e uvetta perché a Venezia si fanno cosi.
Si tratta di una pasta bignè, quando le friggerete, non scoppieranno subito, all’inizio rimangono piene ( ho provato a toglierla in questa fase ed era buona ma non da farcire) poi improvvisamente scoppiano, diventano enormi. Io uso un termometro per misurare la temperatura dell’olio, cuocio a circa 174/175°, se si alza la temperatura, abbasso la fiamma. Comunque, dicevo, diventano giganti e vuote dentro.
Buonissime.

Consiglio di usare poco impasto e provare con una, per trovare la dimensione desiderata.

Ingredienti
375 g. di acqua
300 g. di farina
100 g. di burro
7 uova intere
poco sale
scorza di 1 limone e di un’arancia bio
vaniglia
1 cucchiaio colmo di zucchero
uvetta messa a bagno nel rum
pinoli

Mettere a bollire l’acqua con il burro e un pizzico si sale, quando bolle aggiungere la farina in un colpo solo e mischiare bene bene con un mestolo, finché tutto si compatta e inizia a “sfrigolare”.
Togliere dal fuoco, mettere in una terrina a intiepidire. Aggiungere le uova una alla volta e amalgamarle all’impasto con le fruste elettriche. Aggiungere il resto degli ingredienti, alla fine uvetta e pinoli.
Friggere fino a che saranno belle colorate, riempire con la crema fredda della ricetta qui sotto.
Per queste frittelle fare due dosi di crema pasticcera
Scrivo anche la crema zabaione di Montersino, per queste frittelle è perfetta

CREMA
500 ml latte
4 tuorli
170g di zucchero
70g di maizena
scorza di limone bio

Mettere il latte a bollire con la scorza di limone intera.
Montare con le fruste a mano lo zucchero con i tuorli
Aggiungere la maizena.
Aggiungere questo composto al latte quando sta per bollire, aspettate un attimo e poi con la frusta girate velocemente, tempo qualche minuto la crema sarà pronta, bella densa setosa. Coprite a contatto con la pellicola e lasciate intiepidire.

CREMA ZABAIONE

200g di marsala secco
300g di latte
150g di zucchero
70g di farina e fecola insieme
4 tuorli
1 pizzico di sale
Si procede come per la crema pasticcera, si mette sul fuoco il latte con la marsala, intanto si sbattono le uova con lo zucchero, si aggiunge la farina e poi si butta tutto nel latte caldo sul fuoco, girando con le fruste fino a farla addensare.

Cake arancia e cioccolato

Di Stefano Laghi

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Cercavo un plum cake senza lattosio, ho cercato quelli del maestro Laghi perché sapevo non mi avrebbe deluso. È velocissimo da fare ed è stato bello vederlo crescere nel forno.
Andrebbe bagnato con uno sciroppo e liquore all’arancio, ma io l’ho lasciato semplice per questa volta.

Ingredienti per uno stampo 30×12

450g farina 00
200g zucchero semolato
150g uova intere
250g latte intero senza lattosio
125g olio di semi ( io di riso)
125g cioccolato in gocce
80g scorze di arancia candita
12 g lievito per dolci
1 pizzico di sale

L’impasto di questo cake è come quello dei muffin, si dividono i solidi dai liquidi, poi velocemente si mescolano insieme.
A noi non piacciono i canditi, ma il profumo non si può sostituire, quindi ho provato a macinarli con un po di zucchero fino a farli diventare una pasta. L’ho sciolta in  un po di uova dopo averle pesate.
Ho mischiato la farina setacciata con lo zucchero, il sale, il lievito e le gocce di cioccolato. In un’altro contenitore ho messo le uova, i canditi sciolti, l’olio, il latte.
Ho velocemente mescolato tutto e ho versato in uno stampo da plum cake
In una siringa ho messo della gelatina per dolci ( sostituibile con burro a pomata), ne ho messo un filo lungo la metà del cake. La gelatina creerà una sorta di resistenza alla cottura, in quel preciso punto si formerà un solco aumentando di volume.
Ho scaldato bene il forno a 200° che ho mantenuto per i primi 15 minuti di cottura, poi ho abbassato a 180° fino ad arrivare a 50 minuti circa.
A questo punto la ricetta prevede una bagna, quando il cake è ancora caldo.
Per chi vuole provare metto le dosi, io lo farò la prossima volta

Per la bagna
230g acqua
100g zucchero
75g miele
75g liquore all’arancia

Far bollire l’acqua con lo zucchero e il miele, appena tiepido aggiungere il liquore.
Versarlo sopra il cake caldo.

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Basegò

C’era un sogno ( per qualcuno può essere un piccolo sogno) da tanti anni, aprire un agriturismo sulla vecchia casa di famiglia. Una casa costruita inizio ottocento, un fabbricato rurale di interesse storico testimoniale a cui verrà fatto un restauro conservativo. I lavori sono già iniziati e piano piano si inizia a vedere come verrà.
Saranno 4  matrimoniali con bagno in camera, sala colazioni, cucina e lavanderia private, piccolo giardino dove poter prendere il sole, far colazione all’ombra e riposare.
Siamo in un’isola della laguna veneta “Sant’Erasmo”, a 30 minuti di vaporetto da Venezia, geograficamente tra Murano, Burano e Punta Sabbioni. Un’isola tranquilla, dove poter fare passeggiate a piedi o in bicicletta costeggiando coltivazioni del famoso carciofo violetto. L’isola ha una spiaggia libera e un parco. Dimenticate il caos della vostra città per venire in un’oasi di pace e tranquillità.
Partiamo dall’inizio e continuiamo insieme, vi farò vedere progressivamente, questo lavoro lungo e in parte stressante, come tutti i restauri.
Basegò ( trad: basilico)  sarà il nome di questo piccolo agriturismo, l’edificio e le quattro camere prenderanno il nome dalle piante aromatiche che la nostra azienda produce da tanti anni.

 

Prima

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Pizzette da buffet

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Ho visto questa ricetta su pianeta donna,  solo 3 grammi di lievito, come potevo non farle? Ed avevo ragione, sono buonissime e  veloci da fare.

Ingredienti:
330 g di farina
250 g di acqua
3 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di malto in polvere ( facoltativo)

Sciogliere il lievito in poca acqua presa dal totale, aggiungere la farina, il resto dell’acqua e il sale, impastare finché si stacca dalla pareti, circa 7/8 minuti. Mettere sulla spianatoia unta e impastare a mano per 5 minuti. Mettere in una terrina unta d’olio e lasciar lievitare coperto per due ore.

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Passate le due ore, mettere l’impasto in frigorifero per circa 14 ore ( io l’ho lasciato anche 10, tutta la notte). La mattina dopo, lasciarlo a temperatura ambiente per 3/4 ore.
Accendere il forno al massimo, meglio se con pietra refrattaria.
Formare delle palline da  50 g

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Stendere con la punta delle dita, non toccando il contorno, spolverizzando con farina di grano duro

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Farcirle con il pomodoro, scolato dall’acqua e condito con tanto origano, sale e olio extra vergine. Con un pennello ho sporcato il bordo con olio e pomodoro.

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Ho infornato al massimo della potenza, fino a colorazione avvenuta. Circa 10 minuti
A fine cottura ho aggiunto la mozzarella.

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