Le scope son pronte… presto che è tardi!!!!

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E tu… sei pronta?

Ho visto questi biscotti a forma di scopa nella rivista più dolci e me ne sono innamorata, ma ho avuto subito problemi con i bastoncini.
Dopo varie prove ho risolto. Nella rivista non avevano scritto che i bastoncini dovevano essere ricoperti di cioccolato fondente, io li ho trovati solo al latte, ma a questi ultimi appena infornati si scioglieva la cioccolata. L’unica soluzione che avevo era di non mettere i bastoncini in forno.

Ingredienti:
Pasta frolla:
500g di farina per dolci
200 g di zucchero a velo
300 g di burro morbido
80 g di tuorlo
1 pizzico di sale

2 confezioni di Mikado
cioccolato fondente o al latte

1 stampo a goccia

Nota
Ho provato anche con i Mikado fondenti. La cioccolata cotta, diventa amarissima perché si brucia. Continuare con lo stecchino.

 

Ho fatto la frolla e l’ho messa in frigorifero per qualche ora.
Ho tirato la frolla a circa un cm di spessore, utilizzando delle stecche di legno per uno spessore uniforme. Ho stampato la goccia e poi ho tagliato il fondo.
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Ho infilato uno stecchino di legno e segnato un lato con una forchetta
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Li ho pennellati di uovo e infornati a 190° circa, una volta cotti, ancora caldi, ho sfilato lo stecchino e infilato un mikado, la cioccolata una volta fredda farà da collante.
Lasciare raffreddare bene. Con il cioccolato fuso, decorare sotto il manico.
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Torta soffice al tiramisù

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La foto della rivista era molto invitante, non potevo lasciarlo perdere.  Ho fatto poche modifiche sulle dosi e ho pastorizzato le uova. Buonissimo!! Uno dei migliori tiramisù che abbiamo mangiato.

Ingredienti:

per il pan di spagna:
3 uova
75 g di zucchero
75 g di farina

per la crema mascarpone:
4o ml di latte
2 fogli di gelatina
3 tuorli
200g di zucchero
250 g di mascarpone
250g di panna fresca da montare
savoiardi

per la bagna:
5/6 caffè
zucchero
marsala semi secco

Fare in pan di spagna, montare le uova con lo zucchero, io lo faccio con il mio Kcc a 40° e viene una bomba, in 5 minuti è pronto. Aggiungere a mano dall’alto verso il basso, la farina setacciata.
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fare uno sciroppo con 75 g di acqua e i 200 g di zucchero, portarlo a 121° e aggiungerlo a filo ai tre tuorli, montando con le fruste elettriche. Mettiamo da parte.
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Scaldare il latte e aggiungere la gelatina dopo averla ammollata in acqua fredda. Unirlo al mascarpone mischiando velocemente. Incorporare anche il composto di uova pastorizzate e la panna montata, mischiando dall’alto verso il basso per non smontarla.
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Montare il dolce che sarà sotto sopra. Sulla base dello stampo mettere la pellicola e sui bordi un foglio di acetato. Mettere un terzo della crema mascarpone, i savoiardi bagnati nel caffè zuccherato e marsala, il resto della crema, chiudere con il pan di spagna ( confesso che ho resistito a non mettere scaglie di ciocco fondente e mi sono pentita). Chiudere tutto e mettere a riposare in frigorifero per 24 ore.
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Il giorno dopo togliere lo stampo, rifilare i bordi
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Spolverizzare di cioccolato fondente grattugiato o cacao amaroIMG_8074

La cassata al forno Palermitana a modo mio

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Vi avevo detto in una precedente ricetta che vi avrei svelato come utilizzo gli avanzi di pan di spagna.
Una ricetta di Rossella Miloro che ho trovato nel sito di Alice. Per comodità e per gusto personale ho fatto delle modifiche.
La frolla era con lo strutto, la mia no. Ho diminuito di parecchio lo zucchero, per i miei gusti veniva troppo dolce ed io non amo i dolci troppo dolci. Lei mette la ricotta a scolare per 24 ore, poi con lo zucchero per altre 24 ore e la ricotta è di pecora. La mia ricotta è vaccina ed è molto asciutta, ho provato a lasciarla scolare ma non scola nulla, quindi ho accorciato i tempi di due giorni. L’ho fatta varie volte ed è piaciuta sempre moltissimo.
Rossella dice che è una ricetta “antica”, oggi è più conosciuta la versione a crudo con pasta reale e frutta candita, ma questa è la ricetta che non può mancare nelle case dei veri Palermitani sulla tavola delle feste.

Grazie a Rossella per aver condiviso la ricetta della sua nonna e mi scuso per averla modificata.

Stampo: rotondo da 26 cm o quadrato 24X24
Forno: 180° per circa 60 minuti
Esecuzione: facile

Ingredienti:
Per la frolla
500g di farina 0
250g di burro
150g di zucchero
un pizzico di sale
6 tuorli
Per il ripieno
1 chilo di ricotta vaccina
300g di zucchero semolato
100g di cioccolato fondente
Per il pan di spagna
6 uova intere
150g di zucchero
150g di farina mista maizena
1 pizzico di sale

Spezzettare il cioccolato fondente e metterlo in congelatore, servirà per non macchiare la ricotta.

Il pan di spagna non servirà tutto, o dimezzate le dosi o fate come me che lo conservo in congelatore per la prossima cassata. Accendere il forno a 180°, sbattere le uova intere con le fruste elettriche, per almeno 15 minuti con un pizzico di sale, aggiungere la farina delicatamente per non smontare le uova. Infornare e cuocere per circa 20 minuti, quando i bordi esterni si restringeranno verso l’interno, il pds sarà pronto.
Per la frolla, impastare velocemente burro e farina. Aggiungere lo zucchero, i tuorli e gli aromi
Raccogliere a palla e avvolgere nella pellicola. Mettere a riposare 30 minuti in frigorifero
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Per il ripieno, mischiare bene la ricotta che deve essere asciutta, non quella di scatola troppo cremosa, se vi piace usate la ricotta di pecora, con lo zucchero e poi aggiungere il cioccolato.
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Foderare uno stampo a cerniera con carta forno, fare la base con la frolla e poi il contorno, lasciando una parte per la copertura.
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Sbriciolare abbondante pan di spagna sul fondo e bagnarlo con il rum. Mettere tutta la ricotta e poi altro abbondante pan di spagna, bagnare con il rum.

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Coprire con il resto della frolla, sigillare i bordi con una forchetta e bucherellare la superficie.
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Infornare a 180 gradi per 60 minuti. Lasciare raffreddare nel forno spento mettendo un mestolo tra la porta per tenerla leggermente aperta. È più buona mangiata dopo almeno 24 ore.
Cospargere di zucchero a velo e servire.
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Torta di ricotta e more selvatiche

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Anche quest’anno ho fatto il mio giro a raccogliere more. Ho provato questa torta che originariamente era con le fragole. Per me le more quest’anno son troppo dolci, ma Paolo e gli ospiti l’hanno apprezzata moltissimo.

Devo fare due note:
1) faccio un pan di spagna dose piena perché quel che mi avanza lo congelo, vedrete prossimamente a cosa mi servirà.  Sulla torta si può mettere una base intera alta un paio di cm, oppure tagliare delle fette e riempire la base dello stampo.

2) la coulis con il caldo è un gran problema, ho provato a raddoppiare la dose di gelatina di un dolce e sul piatto in attesa, si vedeva la coulis che scioglieva. Adesso non dovrebbero esserci problemi, ma meglio fare la prova frigorifero. Metto un dito di coulis in un bicchiere e poi la faccio raffreddare, quando è solida la tiro fuori dal frigo o dal congelatore e lascio il bicchiere sul tavolo, se si scioglie, scaldo due cucchiai di coulis, aggiungo dei fogli di gelatina (colla di pesce) e il tutto lo aggiungo al resto di coulis.

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Ingredienti:
Per una teglia di 24/26cm
Per il pan di spagna:
6 uova
150 di zuccchero
150 di farina
1 pizzico di sale
Per il semifreddo:
600g di ricotta
6 fogli di gelatina
100g di zucchero
vaniglia
200g di panna fresca
Per la coulis
600g di purea di more
6 fogli di gelatina
succo di mezzo limone
100g di zucchero

Per il pan di spagna, leggere questa ricetta.

Lavare le more e frullarle insieme al succo di limone. Passare tutto al setaccio, vi devono rimanere 600g di polpa. Ammollare la gelatina in acqua fredda per 5 minuti.
Fate bollire 200gr di acqua con i 100g di zucchero e il succo di limone, spegnete, unite la gelatina strizzata e incorporarla alla purea di more. Fare la prova come scritto al punto due in alto. Lasciare raffreddare la coulis a temperatura ambiente.
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Sbattere la ricotta con lo zucchero, fino a farla diventare cremosa. Scaldare la gelatina precedentemente ammollata e strizzata, con due cucchiai di acqua ( o rum se vi piace). Dopo averla sciolta metterla in un bicchiere e aggiungere qualche cucchiaio di crema di ricotta, velocemente fino a farla amalgamare, aggiungete altra ricotta e mischiate bene, solo a questo punto si può unire al resto di crema. Montare la panna e aggiungerla piano piano alla crema.
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Assemblare la torta sulla tortiera con cerniera:
Mettere il pan di spagna sulla base ( io lo bagno con il porto bianco), coprire con metà crema di ricotta e sopra versare metà coulis di more, lasciare rassodare bene in frigorifero, io metto in congelatore dopo ogni strato, per far prima. Ripetere gli strati, crema di ricotta, coulis. A questo punto metterela a riposare in frigorifero per almeno 4/5 ore.
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Eà pinsa Veneta

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La “pinza” la xe de sicuro uno de i più antichi dolsi de la cusina veneta. I ghe ne fa diversi tipi e de diverse maniere (secondo i posti), ma tute le ga come base la farina zala e la farina bianca de fior.

La pinsa xè un dolse rustego, ch’el stà piuttosto su’l stomego…ma tanto bon che mai!
El xe de tradission par la Epifania, dita anca befana o marantega

 

Una vecchia ricetta del mio blog che volevo ricordare a voi, cari lettori, un dolce che si prepara per il 6 gennaio, giorno in cui si brucerà il “berolon” ( un grande falò) per un rito propiziatorio, secondo il quale l’orientamento del fumo e delle faville, indicheranno gli auspici dell’anno appena iniziato.

Eà befana vien de note
cò e scarpe tute rote
col vestito da romana
viva, viva eà befana.

Ingredienti:

  • 250g di farina da polenta ( quella che cuoce in tre minuti)
  • 500ml di latte
  • 400ml di acqua
  • 70g di burro
  • 10g di semi di finocchio
  • 250g di zucchero
  • 80g di pinoli
  • 325g di farina 00
  • 250g di uvetta
  • 2 cucchiaini di lievito
  • rum
  • buccia di limone
  • buccia di un’arancia
  • succo di un’arancia
  • vaniglia
  • sale

Teglia: 27×27

Mettere a bagno l’uvetta in acqua calda.
Fate la polenta morbida con 500ml di latte e 400ml di acqua e una scorza di limone Metterla in una grande ciotola, togliete le scorza di limone e aggiungete il burro che si scioglierà subito. Lo zucchero, il rum a piacere.  Tritare i semi di finocchio con la buccia di arancia e aggiungerli alla polenta con il  succo dell’arancia e il sale.

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Incorporare una parte di farina, setacciandola per non fare grumi. Alla rimanente aggiungete il lievito, la vaniglia e l’uvetta sgocciolata e asciugata e i pinoli. Se vi sembra difficile da impastare perché troppo sodo, aggiungete poco latte a filo ( le farine da polenta non sono tutte uguali, potrebbe esserci una differenza nell’assorbire liquidi).

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Mettere tutto in una teglia foderata con carta forno e infornare a 175/180° per circa un ora e mezza.
Quando manca mezzora alla fine della cottura, se vi sembra che sotto sia più colorata che sopra, capovolgetela.

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È molto più buona mangiata fredda, nei giorni seguenti la cottura acquisterà profumo e sapore

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Millefoglie con due sfoglie…

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Se è millefoglie, come farò a farla con due sfoglie? 🙄
È la millefoglie con più sfoglie che io abbia mai visto, ed è anche la più veloce da preparare. Ok vi dirò cosa ho fatto e perché.
Quando andiamo a trovare la nostra amica Mary, può capitare che andiamo in una pasticceria dove fanno una millefoglie particolare. È grandissima, rettangolare, pienissima di sfoglie sottili, con solo 2/3 strati di crema. Se non fosse stata Mary a dirmi che dovevo mangiarla perché era speciale, non l’avrei mai presa. Mi sembrava così vuota, poca crema… invece è la millefoglie più buona che io abbia mai mangiato!!  Ogni tanto me la sogno… io adoro la millefoglie in tutti i casi. Basta che sia fatta bene, perché ne ho mangiate di così pesanti da non aver voglia di prendere la seconda fetta. Quelle che dico io, sono così leggere che ne mangeresti una intera. Ricordo che ai compleanni prendevo una millefoglie per otto persone e la mangiavamo in quattro. 😆
Come fare a riprodurre una millefoglie come quella di Padova? Innanzitutto ci vuole una sfoglia che abbia spessore, di quella della Buitoni mi sono innamorata la prima volta che l’ho provata. Si chiama appunto gran spessore Buitoni. I tortini salati vengono una meraviglia. Dato che è così sfogliata, ne bastano due per fare una torta bella grande con solo mezzo litro di crema pasticcera. Anzi, mezzo litro di crema sarebbe pure troppa, perché tenderebbe a “scappare”.

Ingredienti:

  • 2 sfoglie gran spessore Buitoni
  • 500 ml di latte parzialmente scremato
  • 4 tuorli
  • 80g di farina
  • 150g di zucchero
  • 250 ml di panna fresca da montare
  • zucchero a velo
  • 1 pizzico di sale
  • rum
  • 1/2 bacca di vaniglia

Si possono preparare le sfoglie e la crema la sera prima, così sarà tutto ben freddo. Io conservo la sfoglia in un grande sacchetto ben chiuso. La mattina accendo il forno e la lascio 5 minuti, così se ha perso un po’ di croccantezza, le ritorna.
Accendo il forno ventilato e più di 200° finché non sarà ben caldo. Prendo la sfoglia e senza toccarla molto, la srotolo e la metto in una teglia che la contenga bene. Inforno subito e dopo circa 10 minuti abbasso la temperatura a 170°, la sfoglia sarà diventata un pallone gonfiato. Lascio cuocere per circa 20 minuti ( ma vado molto a occhio). Non apro mai il forno, altrimenti potrebbe sgonfiare. Quando vedo che si sta colorando bene, la tiro fuori, metto sopra un canovaccio e delicatamente premo le parti più alte, per cercare di farla più o meno regolare. Spolvero di zucchero a velo e metto nuovamente in forno a 200° finché si caramelizzerà.
Ripeto con la seconda sfoglia. Dopo dieci minuti che è fuori dal forno, taglio tutto il contorno.. se mi sembra umida, la metto ancora in forno ventilato ad asciugare per 5 minuti.
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reparo la crema molto prima di assemblare la millefoglie, cosi sarà fredda e potrò aggiungere la panna montata per allegerirla… 😆
Procedere come per le altre creme, mettere sul fuoco il latte con la vaniglia, Sbatto uova e zucchero con il pizzico di sale,aggiungo la farina setacciata, rovescio tutto dentro il latte caldo e aspetto che prenda il bollore. Mischio velocemente con le fruste, qualche minuto. Lascio raffreddare con pellicola a contatto della crema dopo aver eliminato la bacca di vaniglia. Una volta fredda, aggiungo due dita di rum e la panna montata.
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Ora abbiamo due sfoglie altissime, per non fare uno strato solo di crema, ho coraggiosamente tagliato in due una sfoglia, facendo attenzione a non romperla. Ho messo la crema con la sac a poche, per non rischiare di rompere nulla. Ho appoggiato l’altra metà di sfoglia, ancora crema e l’ultima sfoglia intera. A questo punto ho tagliato intorno al bordo, affinché si vedessero i veli di sfoglia e la crema. Una bella spolverizzata di zucchero a velo ed è pronta. Il tempo per prepararla è stato veramente breve, se non si considerano i tempi di attesa. Molto molto comoda e croccantissima!!!!
Sicuramente devo migliorare, ma sono convinta che mi dovrò accontentare, non riuscirò mai a farla esteticamente uguale alla pasticceria, anche se questa è molto molto simile.

Vi piace? Io la trovo fantasticamente leggera. Peccato aver potuto mangiarne solo una piccola fettina… dato che in questo periodo non posso mangiare dolci. Mezza l’ho portata ad una amica, una fettona alla Tania, la ragazza che ci aiuta nel lavoro e due fettone  a Paolo.
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 Consigli:

1) Non mettete troppa crema altrimenti schizzerà ovunque.
2) Per tagliare le fette usate un coltello da pane a seghetto, tagliate come se doveste segare un albero… avanti…indietro.
3) Preparate tutto quando volete, ma assemblatela lo stesso giorno in cui la dovete mangiare, se vi piace che sia croccante.
4) Per mangiarla, usate le forchettine

alla prossima, doretta

Un pizzo prezioso (crêpes ricamate)

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Un giorno di circa un anno fa, la giornalista enogastonomica  Roberta D’Ancona, mi contatta per chiedermi se voglio partecipare ad un suo progetto, un libro dedicato ai foodblogger.

Avrei dovuto preparare un menù completo, mandarle le ricette comprese di foto, io e altre 19 “colleghe”. Mi sono subito chiesta se sarei stata all’altezza della situazione, avrei voluto sapere subito chi erano gli altri blog, io mi sento cosi piccola in confronto a tanti blogger esperti, informatissimi e super tecnologici che la cosa mi spaventava un pochino, ma ho accettato.
Successivamente è iniziata la fobia della fotografia, non ho una reflex e finché si tratta di pubblicare su un blog va più che bene, ma si sa che sulla carta stampata i difetti si vedono molto di più…
Più o meno è andato tutto bene, finché non è arrivato il momento di fotografare il dolce.  Ero cosi entusiasta di questo ” pizzo” che  ogni foto mi sembrava orribile. Mi sembrava che non rendesse giustizia.  Scattavo mille foto, facevo pizzi ogni giorno… ma niente, non ero soddisfatta del risultato. Non avevo avuto nessuna difficoltà a scegliere le ricette, possibile che una foto mi potesse rendere tutto così complicato? Alla fine ho dovuto arrendermi, non avevo una reflex, meglio di così non potevo fare e quindi ne ho scelto un paio e le ho inviate a Roberta. “Non pensiamoci più”, mi son detta. Ma che fatica!!!
Il libro è già nelle mie mani e sono felice di esserci.
“Cucina italiana 2.0” in vendita nelle librerie e online
Grazie Roberta!

Ingredienti:

Per la crema di ricotta:

  • 300g di ricotta buona
  • zucchero a velo
  • 200g di panna montata fresca
  • uvetta di corinto

Per le crepes:

  • 125g di farina 00
  • 1 uovo
  • 120g di latte
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • Cannella ( facoltativa)