Insalata primavera di pollo

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Tornare a casa tardi e non avere molto tempo per preparare il pranzo o mangiare la solita bistecca. Basta un pollo allo spiedo, o degli avanzi di cosce del giorno prima, un po di insalatina e radicchio, due patate, e un pugno di asparagi presi da quel mazzo che preparerete domani con le uova. Una salsina e il pranzo è pronto.

Ingredienti:
un pollo allo spiedo
2 patate
qualche asparago bianco e verde
un cucchiaio di maionese
olio extra vergine
sale e pepe
aceto balsamico

Ho fatto filetti del pollo, ho lessato le patate fatte a dadini, gli asparagi bianchi e verdi e ho condito l’insalata con una salsina fatta con la maionese, l’olio, poco sale e pepe e un cucchiaio di aceto balsamico. Ho mischiato tutti li ingredienti e ho servito a tavola.
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Bacalhau à Gomes De Sà

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Mai cucinato cosi poco come negli ultimi due mesi. Dopo la brutta influenza con insufficienza respiratoria, invece di riposare, ho avuto altri guai. Forse per questo la bronchite asmatica, non mi vuole lasciare. Non le ho dato importanza e si sta vendicando.
Appena mi lascerà farò una grande festa, per ora pubblicherò qualche ricetta che ho fatto prima delle feste di Natale.

Questa ricetta portoghese pare sia da attribuire ad un certo Josè Gomes de Sà, un commerciante  di baccalà. Noi l’abbiamo apprezzata molto.

Ingredienti:
700g di baccalà sotto sale
4/5 patate grandi
2 cipolle bianche
olive nere
olio extra vergine
2/3 uova
prezzemolo
latte

Dopo aver lasciato a bagno il baccalà per 3 giorni cambiando spesso l’acqua, l’ho tagliato e messo a bollire per circa 10 minuti. Dopo averlo scolato ( NON BUTTARE L’ACQUA!), l’ho spinato e messo a bagno nel latte caldo per un paio di ore.
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Ho lessato le patate per 10 minuti nell’acqua del baccalà.
Ho tagliato la cipolla e l’ho cotta senza farla bruciare con olio extra vergine. Ho tagliato a fette le patate e ho finito la cottura insieme alle cipolle, dorandole.
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Ho aggiunto il baccalà dopo avergli tolto la pelle e le eventuali spine rimaste. Ho fatto saltare nella padella per qualche minuto e alla fine ho aggiunto il prezzemolo e le olive.
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Ho messo tutto nel piatto di portata, decorando con fettine di uova bollite.
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Baccalà e patate calde, ricetta veloce

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Ricetta veloce? Dopo questa, mi vado a nascondere e non mi vedrete più 🙂
Bel coraggio ho a chiamarla “ricetta”…
Beh però, perché no, in fondo questa è casa mia e ci posso fare quel che voglio…
Io mangio anche cosi, quando non ho tempo, passo in gastronomia e mi prendo il baccalà condito.
Però qualcosa lo faccio, lesso le patate e le mischio con il baccalà, perché le patate calde ci stanno benissimo.
Non faccio solo questo, trito anche il prezzemolo… vi par poco?

Ingredienti per 2:
3 etti di baccalà lesso e condito
4/5 patate medie
prezzemolo
aglio
sale e pepe

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Cosce di pollo dimenticate

Ciao a tutti, mamma quanto tempo è passato dall’ultima volta che ho pubblicato una ricetta!! Spero di non essere stata dimenticata… come questo pollo 🙂
Oggi una ricetta semplicissima, un pollo dimenticato a cuocere sotto il peso di una pentola piena d’acqua. Non serve controllare, se non una girata dopo circa un’ora.  Comodissimo, ma anche molto buono, la pelle diventa dorata e croccante, mentre l’interno rimane morbido. Serve una pentola antiaderente, per poter poi recuperare il fondo che rimane per cuocere le patate. Non avete idea di quanto buone siano le patate cotte così.
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Ingredienti per due persone:
2 cosce di pollo grandi
rosmarino
sale
4/5 patate grandi

Mettere le due cosce al centro di una pentola, con sopra due rametti di rosmarino e il sale. Coprire con una pentola più bassa, e dentro quest’ultima una pentolona grande piena d’acqua. Dobbiamo giocare ad incastri, per cui devono essere di misura diversa ma poter schiacciare completamente le cosce di pollo.
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Lasciare cuocere a fiamma bassa per circa un’ora ( se le cosce sono grandi, altrimenti controllate prima, ma non succede nulla se le dimenticate cinque minuti in più).
Le mie erano perfette, croccanti e dorate, ho girato le cosce, avendo l’accortezza di portare sopra il rosmarino che diventerebbe amaro se lasciato sul fondo. Dato che erano quasi cotte, le ho fatte cuocere a fuoco leggermente più alto e per meno tempo, direi circa 40 minuti. La prima volta, viene la tentazione di controllare di più, poi prenderete confidenza con questa cottura.
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Sul fondo che si è creato ho disposto delle patate a fette, pochissimo sale e mischiato bene. Ho aggiunto due dita di acqua calda e ho lasciato cuocere coperte. Si son cotte dopo circa 30 minuti.
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Brandacujun

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Confesso che non conoscevo questa ricetta Ligure quando l’ho vista fare a Persegani. Dato che amo il baccalà, quattro giorni dopo era già sulla mia tavola. Il tempo di far rinvenire lo stoccafisso. A noi è piaciuto moltissimo, sicuramente una ricetta da conservare nel mio blog, come tutte le ricette che secondo me sono valide. Ho diminuito la dose di aglio che a detta di Persegani deve essere molto abbondante, io ne ho messo solo uno spicchio e non ho messo il limone. La prossima volta però, penso che proverò ad usare il robot, perché ” brandare” è faticoso per le mie braccia.

Preso da internet:

Il brandacujùn è una pietanza tipica della cucina ligure a base di patate e stoccafisso (oppure baccalà). È diffuso in particolare nel ponente ligure. La ricetta prevede il merluzzo conservato (in genere è preferito lo stoccafisso al baccalà), lessato con patate in acqua salata; una volta scolata l’acqua, si aggiungono aglio, prezzemolo, olio e.v.o. di oliva taggiasca, succo di limone e/o zeste di limone, sale, eventuale pepe; poi, una volta posto il coperchio sulla pentola, questa viene “brandata” ovvero scossa con energia fino al disfacimento e all’amalgamazione degli ingredienti (che non devono, comunque, essere completamente spappolati). 
Riguardo al nome circolano due versioni sulle altre, entrambe hanno alla base l’atto del ” brandare ” , ora c’è chi vuole che questo lungo lavoro di amalgama venisse fatto fare al “cujun” del gruppo o della famiglia poichè non aveva altre occupazioni alle quali dedicarsi e chi invece ritiene che brandando da seduti la pentola dovesse per forza scontrarsi con una parte bassa del corpo maschile, suggestive entrambe lasciamola alla bella storia mai scritta della gastronomia popolare.

Ingredienti:

  • 800 g di stoccafisso ammollato
  • 700 g di patate
  • prezzemolo
  • olive taggiasche
  • aglio
  • olio extra vergine
  • sale e pepe

Ho messo lo stoccafisso a bagno per 4 giorni, di solito faccio tre, ma avevo altri alimenti da consumare prima di questo. L’ho tagliato a pezzi cercando di togliere quasi tutte le spine.
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L’ho messo in una pentola piena d’acqua a bollire sul fuoco, appena raggiunta l’ebollizione ho aggiunto le patate tagliate a metà e ho lasciato cuocere per 30 minuti.
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Nel frattempo ho macinato prezzemolo e aglio.
Passato il tempo, ho scolato tutto, ho separato le patate e le ho schiacciate parzialmente. Ho pulito lo stoccafisso dalle spine che non sono riuscita a togliere in precedenza e l’ho aggiunto nella pentola, insieme alle patate e al trito di prezzemolo e aglio, con abbondante olio, pepe e sale.
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La parte più faticosa è questa, con energia bisogna scuotere la pentola chiusa con coperchio e canovaccio, finché vi sembrerà abbastanza amalgamato senza essere spapolato del tutto.
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Il brodo nella Slow Cooker

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Avevo una zia molto simpatica, abitava a Torino ed ogni volta che andava in vacanza, passava a trovarci. Niente di strano direte voi,  infatti, nulla di strano se non fosse che ci avvisava a qualsiasi ora che era a Venezia e stava per arrivare da lì a pochi minuti. 😆
Se capitava di sera era un via vai di preparativi per far posto ai miei zii e all’inizio anche ai due cuginetti. La casa non era grande, ma il posto si trovava sempre, lei si accontentava di dormire anche in un materasso sul pavimento, pur di stare con noi. Il suo arrivo era una festa, tante risate e tavola imbandita dei tanti vasetti che portava e quello che avevamo noi.
Una volta però è capitato che la mia famiglia era in vacanza ed io ero rimasta a casa da sola, per lavoro. Quel giorno mia mamma tornava e io in tutta fretta avevo pulito casa per benino, pure la cera avevo messo. In un mese non avevo praticamente fatto nulla 😆
Improvvisamente suona il telefono, la sua voce indimenticabile che mi dice :
“Ehiii ciaooo siamo qui a F. Nuove, stiamo arrivandooo”
” Oh cavolo!!!”
Non avevo una lira, la dispensa era praticamente vuota, avevo mangiato tutto quello che mi aveva lasciato mamma, che le faccio per cena? Alla fine ho recuperato un pezzo di carne e ho pensato di preparare il brodo. LEI è arrivata e con quel suo modo da mamma autoritaria, ha aperto il coperchio della pentola e subito mi ha “sgridata”.
” Ma che è questo, è un brodo secondo te?? E che brodo vuoi fare con carota sedano e cipolla?? Ci vuole anche la patata e il pomodoro, più verdure metti e più buono sarà, avanti vai a prenderli!!”

Da quel giorno, ogni volta che lo faccio, mi ricordo di lei e guai se non ho la patata e il pomodoro, il brodo non si fa.
Mi chiedo cosa direbbe, della mia Slow Cooker 😆

Ingredienti:
600g di carne da brodo ( scamone o campanello)
1 carota
1 gambo di sedano
1 cipolla
1 pomodoro ( o 3 secchi)
1 patata
sale grosso

Metto tutti gli ingredienti nella pentola e copro con un litro e mezzo di acqua. Dato che le verdure rimangono intere e salde anche dopo 13 ore, raddoppio carote e patata, cosi ho il contorno per la carne.
Lascio tutta la notte a temperatura media, il giorno dopo ho un brodo buonissimo.
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Rotolo di salmone ripieno

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Finalmente Mela non ha più i punti sulla zampa, sono libera!!! Non mi par vero di non doverla guardare ogni secondo, di non doverle infilare per la notte, il tanto odiato collare Elisabettiano e non doverle fare e rifare le fasciature che immancabilmente cadevano dopo due minuti.
Libera lei.
Libera io.

Oggi ho provato a fare un rotolo di salmone, a noi è piaciuto moltissimo. Se non fossi intollerante avrei messo nel ripieno i gamberi, secondo me ci sarebbero stati benissimo. Comunque si può mettere ciò che piace o si trova in pescheria.

Ingredienti:

  • Una coda di salmone senza lisca
  • 4/5 patate medie
  • 8 cappe sante
  • 10 guancette di rana pescatrice
  • prezzemolo
  • pane grattato
  • sale e pepe
  • brodo di pesce o vegetale
  • olio extra vergine
  • aneto
  • aglio
  • vino bianco

Ho messo il salmone su un vassoio e l’ho congelato parzialmente, per poterlo affettare meglio. Nel frattempo ho lessato le patate e ho cotto in poco olio con uno spicchio di aglio, le cappe sante e le guancette. Ho tritato il prezzemolo.
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Al prezzemolo ho aggiunto le cappe e le guancette, le patate e il pan grattato. Ho aggiunto il sale e il pepe.
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Con un coltello affilato ho tagliato il salmone a fettine sottili, le ho posate su un foglio di carta forno cercando di formare un grande rettangolo senza spazi vuoti. Ho spalmato il ripieno con un cucchiaio bagnato di acqua fredda.
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Aiutandomi con la carta, ho arrotolato dolcemente e l’ho legato con lo spago senza stringere troppo.
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In una pentola capiente ho messo a rosolare uno spicchio d’aglio in olio extra vergine. Ho aggiunto il rotolo e l’ho fatto dorare, poi ho aggiunto il vino bianco, dopo averlo sfumato parzialmente, ho aggiunto poco brodo. Ho chiuso con il coperchio ( io ho il magico) e l’ho fatto cuocere finché il sughetto si è ristretto, circa 40 minuti. Ho messo anche un rametto di aneto.
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L’ho fatto raffreddare un pochino e ho fatto restringere il sugo ancora un po’.
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L’ho tagliato a fette abbastanza spesse e servito accompagnato con il sugo.
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