Far danni… a letto…

Chi l’ha detto che se non si può uscire a fare shopping, non si possono far danni? Mi sa tanto che se ne possono fare di più, si ha tutto il tempo di guardare in quella gran finestra che è google e poi carta di credito alla mano, ed ecco fatto!!
Avevo l’essiccatore che non funzionava bene, penso si sia rotto il termostato. Dato che è la caccavella in assoluto che uso di più, ne ho comprato un altro. Il mio non lo butterò di certo, appena arriva l’autunno e io starò meglio, lo porterò ad aggiustare. Ho voluto provare il biosec, perché ha un sistema di ventilazione diverso dal mio e anche se devo ancora imparare ad usare le varie funzioni, mi ritengo soddisfatta della spesa fatta.

È interamente in plastica, c’era anche di metallo, ma costava troppo.  L’unico difetto che ho riscontrato, è come si agganciano porta e motore. Possibile che non abbiano pensato di mettere un piccolo fermo per non rischiare di farli cadere accidentalmente? Nessuno mai lo ha scritto, possibile che sia solo io ad averlo notato?
Sarà che a me è subito caduta la porta… fortuna che non è un materiale delicato, altrimenti ne avrei fatto due.

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Il motore è sul retro del tunnel, quindi l’aria calda si distribuisce lungo i cestelli  orizzontali, permettendo una migliore essiccazione. Comunque io li giro dietro/davanti, sopra/sotto, anche se non sarebbe necessario, perché ho notato che tende a scaldare di più sui cestelli superiori.
I programmi sono all’esterno del motore, automatici o manuali. Gli automatici hanno dei tempi stabiliti, i manuali  continuano a funzione finché non non saremo noi a spegnerlo.
Pratico da pulire, una volta tolti i cestelli, il motore e la porta, basta passare con un panno umido tutto il tunnel.

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Neanche 10 minuti dopo il suo arrivo, l’ho messo a lavorare a pieno regime!
Dado vegetale in produzione…

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Sale grosso al pomodoro

Mi avete data per dispersa?
Con questo tempo non ho voglia di “lavorare”.
Eh si, perché preparare una ricetta per un blog è come un lavoro e se non è una bella giornata di sole, è un lavoro a volte sprecato. Nonostante  sia munita di lampade e set fotografico, la luce naturale mi ispira di più. Però mi dispiace vedere il blog abbandonato a se stesso, è la mia creatura… non posso lasciarlo solo.
Per ora si deve accontentare di questa ricetta, che di ricetta non ha nulla, preparata l’estate scorsa 😆
Domani intanto, prevedono una bella giornata di pioggia… uffa… tra poco mi cresceranno le pinne.

Avevo un nonno siciliano, nonno Giorgio. L’ultima volta che l’ho visto, avevo poco più di 5 anni, ricordo poco di lui, quasi nulla. Ho delle immagini che mi accompagnano da una vita.. ma nulla più. I ricordi che ho sono solo racconti di mia mamma. Mia sorella invece era più grande e lei ricorda molto più di me, lei dice che nonno Giorgio aveva l’abitudine di mettere sotto sale i pomodori che essiccava, poi usava il sale nel brodo o nei sughi.
Ho provato anche io e adesso non posso più farne a meno. D’estate essicco i miei ciliegino e poi li metto nel vaso, il sale dopo un po’ diventa rosa e profuma di pomodoro. Tra l’altro, dato che li essicco io e non so mai quando sono pronti, ho sempre paura che ammuffiscano, ma sotto il sale, si conservano perfettamente

Non ci sono molte cose da dire per la preparazione, basta fare strati di sale grosso e pomodoro e chiudere il vasetto. Ogni tanto si può rabboccare, se il sale scarseggia perché lo avete usato.

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Alla prossima… speriamo presto.

Trofie fatte in casa e patè di pomodoro

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Adoro le trofie, sono una delle mie paste preferite. Non ho mai provato a farle fino ad oggi, mi sembravano troppo difficili, invece bisogna sempre provare! Sono di una facilità sorprendente, le prime vengono così così…poi sempre più belle. Sopratutto se non si è davanti ad una digitale che vi riprende i movimenti… 😆 In questa ricetta ci sono due preparazioni, la pasta e il patè di pomodoro semi essiccato. Se non avete l’essiccatore, basta macinare il pomodoro secco sott’olio.

Ingredienti:
250 g di semola di grano duro
125/130 di acqua
sale

per il sugo:
2 cucchiai di patè di pomodoro
6/7 ciliegino rosso
aglio
basilico
olio extra vergine
sale e pepe

Per le trofie, dopo aver impastato la semola con poco sale e l’acqua aggiunta poco alla volta fino a farla diventare liscia e morbida, l’ho lasciata riposare coperta, 30 minuti.  A voi il video per capire la tecnica che è molto semplice.

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Con questo caldo, si sono essiccate mentre stavano sul tavolo in attesa di essere cotte.

Per il sugo ho usato il paté di datterino grande che ho essiccato insieme a origano e pochissimo aglio.
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Ne è uscito un paté buonissimo da mangiare sulle bruschette o da aggiungere a sughi vari o da solo.
Successivamente ho aggiunto dei capperi tritati per usarlo nelle bruschette, direi che è molto meglio. Aggiungerei anche un pezzetto di peperoncino piccante.
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Ho preparato il sugo con aglio il paté e qualche pomodoro ciliegino fresco. Una foglia di basilico e neanche 10 minuti di cottura.
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buon week end, doretta

Essiccare, tutto qui

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Apro un nuovo post per riunire tutto ciò che ho provato  con l’essiccatore, per rendere più facile la ricerca a voi e a me, ma non solo per questo, io sperimento continuamente e se mi sembra che l’ultima prova sia la migliore, è giusto che la scriva qui. Cerco ogni volta di restringere i tempi di essiccazione e di far meno fatica nel cercare di polverizzare le verdure del dado. Anche se ultimamente, preferisco vedere i pezzettini di verdura, piuttosto che una polvere sottile.

L’ultima mia idea è di mettere le verdure per il dado o il soffritto, in una garza e strizzarla forte, in modo da far uscire tutta l’acqua che altrimenti dovrebbe essere consumata dall’essiccatore mettendoci molto più tempo.

Sarà un post molto lungo, abbiate pazienza… mi ringrazierete il giorno che avrete un essiccatore in mano. 😆

Vi consiglio di prendere un essiccatore che non sia troppo compatto, altrimenti i cestelli son troppo bassi e addio meringhe alte.
Spesso non dico i tempi esatti, perché dipende molto dalle verdure. Ci vuole molta pazienza, solo gli aromi essiccano in un paio di ore, anche la pasta fresca fa presto. Ma  in genere si parte  da una notte  a un paio di giorni.

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