Torino e il bunet o bonet

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Ed eccoci tornati a casa, le vacanze sono già finite. Torino è stupenda… sarei rimasta ancora qualche giorno, ma ci torneremo, abbiamo ancora tante cose da vedere.

Abbiamo usato i mezzi pubblici solo l’ultimo giorno, perché i nostri piedi sopratutto i miei, erano e sono ancora, pieni di vesciche. I chilometri fatti sono davvero tanti. Il nostro b&b era in piazza Castello, sotto i portici, a due passi esatti da Mulassano, vicino a Fiorio e Baratti &Milano, tre dei caffè storici di Torino.

Mulassano: andavamo a far colazione tutte le mattine, croissant buonissimi ma era un passaggio veloce, il locale è piccolo. Dicono che hanno inventato i tramezzini, ma vederli incartati ad uno ad uno mi ha fatto sorridere, stavo per andare a insegnare al cameriere che basta mettere un tovagliolo umido sopra per non farli asciugare. Poi ho capito che ci si serviva da soli e quindi era una questione di igiene. Qui a Venezia non si può prendere nemmeno il croissant, devi ordinarlo al barista.

Fiorio: passavamo la nostra mezzora di pausa dopo una lunga camminata, per un aperitivo, un bicerin o un buonissimo gelato con zabaione caldo. Dei tre era l’unico posto dove i camerieri sorridevano, era piacevole stare un po’ seduti sui loro divanetti rossi.

Baratti & Milano: non credo ci entrerò più se tornerò a Torino. A parte i prezzi folli per delle paste niente di eccezionale, l’ambiente e i camerieri compresa la cassiera, non sono per niente gentili.
Due porzioni di bonet, due cestini di frutta e una diplomatica, 38 euro!! Ho dovuto insistere per avere il bonet da portare via, dicevano che non avevano un contenitore dove metterlo, che quelle erano paste da mangiare nel locale!!

Un passaggio veloce lo abbiamo fatto anche da Guido Gobino, ma davvero velocissimo, altrimenti avrei assaggiato tutti i cioccolatini e mi avrebbero spennata viva!! Non ho potuto fare a meno di prendere i gianduiotti tourinot e il maximo.
La prossima volta dovrò portare una valigia vuota per riempirla ma  sopratutto le carte di credito!!! 😆

Ho fatto pochissime foto e nemmeno belle, o mi guardavo intorno o fotografavo.

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Bonet

Potevo non farlo appena arrivata a casa? Avevo comprato degli amaretti freschi buonissimi, sono arrivati sbriciolati, giusti giusti per fare questo dolce, la cui ricetta ho preso da un vecchio libro. Finalmente ho potuto usare uno stampo che mi ha regalato anni fa mia figlia, quando studiava a Parigi. È piccolo e non sapevo come utilizzarlo, alla fine tutto torna utile. 😆
Ho mangiato due tipi di Bunet, uno esattamente come il mio e uno cioccolatoso che non aveva particolarmente sapore di amaretto, però mi piaceva e ho già trovato una ricetta che potrebbe andar bene. La farò presto.
Le pareti del mio bunet non sono venute lisce lisce… forse perché gli amaretti sono sbriciolati con le mani invece di essere macinati.

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Il mio stampo misura: 15×8 ( si possono fare anche mono porzioni)

Ingredienti:

  • 2 uova
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 250 ml di latte
  • 25 g di amaretti sbriciolati
  • 1 cucchiaio di cacao in polvere
  • 1 cucchiaio di rum

Sbattere le uova intere in una terrina, unire lo zucchero, il cacao setacciato, gli amaretti sbriciolati, il rum e il latte.

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Preparare il caramello con 2 cucchiai di zucchero e uno di acqua, mettere lo zucchero in un pentolino e lasciarlo diventare leggermente nocciola, aggiungere l’acqua e non toccarlo mai, mescolare solo girando il pentolino. Quando è sciolto e filante, il caramello è pronto. Attenzione a non bruciarlo.

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Mettere il caramello nello stampo riscaldato altrimenti si indurisce subito. Muoverlo per sporcare anche le pareti e poi travasare il composto di amaretti e latte.

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Preparare una pentola alta con un rialzo di acciaio nel fondo, dove poter appoggiare lo stampo, chiudere con un coperchio o della stagnola e aggiungere acqua fino a due dita sotto lo stampo. Far bollire a fuoco moderato per circa 40 minuti.

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Per vedere se è pronto, infilare la lama di un coltello, se esce pulita, spegnere il gas e toglierlo dall’acqua.

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Lasciarlo raffreddare e poi sformarlo su un piatto da portata. Se si preferisce freddo, metterlo in frigorifero.

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vini sommelier

 

Il sommelier consiglia:

Vernaccia di Oristano dolce

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16 thoughts on “Torino e il bunet o bonet

  1. Tana per gli amaretti che non sono nella ricetta a sorpresa ma sono qui! 🙂
    Mai sentito questo dolce, sembra avere la consistenza di un creme caramel..
    Bentrovata a casetta tua, d’altronde il ritorno da un viaggio è un po’ come una prova del nove per capire quanto sia stato piacevole, no? Notte!

  2. Ciao io sono di Torino e devo solo farti un piccolo appunto:non si chiamo Buratti,ma Baratti e convengo con il tuo commento sui prezzi,anche se la cioccolata è STREPITOSA servita con una panna super………..Torino è bellissima……….

  3. Eh! Eh! Eh ! Ti avevo avvisato che Baratti e Milano è un po’ caruccio e la cioccolata è divina …se torni provala costa € 8.50 ahahahah (dalle mie parti è il costo di un pranzo di lavoro ) !!! Ben tornata ti aspettavamo

    • Ho già detto a mio marito che ci dobbiamo andare per forza, per la cioccolata, ha storto la bocca!!! Lui non è nemmeno entrato per comprare le paste!
      Grazie!!

Grazie a chi lascia un commento e a chi solo, mi legge.

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